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Mastoplastica Addittiva

Mastoplastica Addittiva

MASTOPLASTICA ADDITTIVA


La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia estetica finalizzato all'aumento del volume del seno grazie a protesi mammarie di ultima generazioni, costituite da gel di silicone ad elevata coesione ma allo stesso tempo naturale e morbido al tatto.
Non si tratta di un intervento complesso, offre dei risultati duraturi, è ritenuto poco doloroso e le cicatrici sono lievi e rimangono nascoste.


Quando sottoporsi all'intervento di mastoplastica additiva


Di questa tipologia di intervento chirurgico possono beneficare pazienti fra i 25 e i 35 anni di età che hanno un seno piccolo e che vivono un disagio, oppure pazienti più adulte con un seno che risulta svuotato dopo una gravidanza o a seguito di una dieta importante.
Grazie all'intervento di mastoplastica additiva è possibile aumentare il volume del seno riacquistando sicurezza e femminilità.


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Come scegliere la forma ideale


In base alla conformazione anatomica della paziente e alle sue richieste il chirurgo può proporre diverse forme di protesi, caratterizzate da una differente proiezione e consistenza del apposito gel che contengono. In generale si usa distinguere tra protesi a goccia, definite anche anatomiche, e protesi semisferiche o rotonde.
In ogni caso sarà la densità del gel a fornire l'effetto desiderato. Per i seni dotati di una base più ampia viene infatti utilizzato un gel meno denso, mentre per i seni piatti la scelta ricade su un gel denso che possa fornire una forma maggiormente proiettata.
E' importante comunque affidarsi al consiglio del chirurgo che potrà valutare quale tipologia di protesi si adatti meglio alla forma del corpo.


Le protesi


Le protesi il cui volume è calcolato in centimetri cubici sono dotate di un involucro di silicone tesaurizzato e riempite internamente con un altro tipo di materiale. L'involucro esterno invece, essendo più ruvido e con una superficie irregolare, evita il verificarsi di retrazioni capsulari.
Le sostanze utilizza per riempire le protesi mammarie sono cambiate nel corso degli anni e alcune di queste sono oggi fuori produzione, come ad esempio l'olio di soia, la soluzione salina e i polisaccaridi. Dal 1994 è stato introdotto un nuovo tipo di materiale il gel di silicone ad elevata coesione ed oggi la maggior parte delle protesi lo utilizza.
Grazie a questo materiale la protesi risulta essere più morbida e maggiormente elastica, inoltre la particolare natura coesiva del materiale elimina i rischi di fuoriuscita nel caso di rottura delle protesi che peraltro in quelle di ultime generazione è quasi impossibile.


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Prima dell'intervento di mastoplastica additiva


La prima visita specialistica è di primaria importanza per le sorti dell'intervento. In questa sede infatti è necessario che il dialogo fra paziente e chirurgo sia il più trasparente possibile e vengano esaminati in modo chiaro gli obiettivi che si desiderano raggiungere, le aspettative della paziente e le motivazioni che la spingono all'intervento.


Il primo consulto


Durante la prima visita specialistica si procederà ad un'analisi accurata dei vari aspetti, considerando il volume desiderato dalla paziente, la posizione e il tipo di intervento con cui procedere. In questa fase entra in gioco tutta l'esperienza del chirurgo che dovrà stabilire in base a variabili oggettive quali peso, altezza, larghezza del bacino e delle spalle della paziente con quale tecnica intervenire, se collocare le protesi sotto la ghiandola o il muscolo e soprattutto quale dimensione della protesi risulta ideale.
Queste valutazioni vengono supportate dall'utilizzo di un sistema computerizzato interattivo, il Biodynamic System, che consente di interpretare i desideri della paziente e di identificare la protesi da utilizzare.


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L'intervento di mastoplastica additiva


L'operazione chirurgica di mastoplastica additiva viene effettuata in anestesia generale e ha una durata di circa un'ora e mezza. Il chirurgo procede ad effettuare una piccola incisione, che in chirurgia viene anche chiamata via di accesso, per inserire la protesi nella zona dell'ascella o transascellare, lungo l'areola o periareolare, oppure nell'area sottomammaria a seconda del programma scelto.
Un'ulteriore tecnica prevede invece l'accesso dall'ombelico con protesi di soluzione fisiologica, ma non è diffusa in Europa perché ritenuta poco proficua.


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Accesso periareolare


Nella mastoplastica additiva con accesso periareolare si effettua un'incisione a mezzaluna nella parte inferiore del contorno dell'areola, nella zona fra la pelle più chiara e quella più scura. Questa posizione è infatti ideale in quanto la cicatrice dopo alcuni mesi dall'intervento si mimetizzerà perfettamente e non sarà più visibile.
Questa tecnica non è però consigliata nelle pazienti con areole piccole, in quanto la via di accesso potrebbe risultare limitata se si desidera inserire protesi medie o grandi. Inoltre l'accesso periareolare può danneggiare lievemente alcuni dei nervi sensitivi, causando una temporanea perdita di sensibilità sia all'areola che al capezzolo.


Accesso sottomammario


Nella mastoplastica additiva con accesso sottomammario si effettua un'incisione di circa 3,5-4 cm nella zona del solco mammario, la cui cicatrice verrà coperta e resa invisibile dalla discesa naturale del seno.


Accesso trans ascellare


Nella mastoplastica additiva con accesso trans ascellare l'incisione di 5 cm è effettuata a livello dell'ascella e con una specifica tecnica chirurgica viene creata la tasta per l'alloggio della protesi.


In tutti e tre i casi, per un risultato estetico impeccabile la via di accesso è accuratamente suturata a livello intradermico, per non lasciare evidente sulla cute il passaggio del filo.


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La posizione delle protesi


La posizione delle protesi mammarie può invece essere effettuata sulla base di 3 diverse tecniche:
A - Sottoghiandolare
B - Sottomuscolare
C - Dual-plane


A-Sede sottoghiandolare


Se il tessuto ghiandolare presenta uno spessore adatto la protesi viene inserita direttamente dietro tale tessuto. Nel caso in cui la protesi venga introdotta sopra il muscolo, è possibile un controllo più efficace della forma e del volume del seno.


Vantaggi


• Maggiore controllo del riempimento e della forma del seno
• Non vi sono modifiche nella forma del seno in caso di contrazione dei muscoli del petto
• Maggiore controllo della forma e della posizione relativa al solco sottomammario
• Guarigione più veloce


Aspetti negativi


• Possibile rischio che i margini della protesi possano vedersi o sentirsi al tatto, soprattutto quando la cute è sottile o sono state inserite protesi di una certa importanza
• Eventualità durante le visite mammografiche di dover effettuare un numero maggiore di lastre


B-Sede sottomuscolare


Nel caso in cui lo spessore del tessuto sottocutaneo e quello della ghiandola mammaria siano ridotti si procede all'inserimento della protesi dietro al muscolo grande pettorale. Il risultato è molto naturale e i margini della protesi non risultano visibili.


Vantaggi


• I margini della protesi non sono visibili e non si sentono al tatto
• Consigliato per le pazienti con la pelle sottile
• Maggiore facilità nell'esecuzione di visite mammografiche rispetto alle protesi inserite con il posizionamento sottoghiandolare
• Basso rischio di contrattura capsularee


Aspetti negativi


• Il controllo della forma del seno specie nella parte interna superiore risulta minore
• Maggiore durata del processo di guarigione post-operatorio
• Possibile modifica della forma del seno quando si contraggono i muscoli pettorali
• Nel tempo le protesi si spostano lateralmente e si allarga lo spazio tra i seni


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C-Sede parzialmente retromuscolare (Tecnica “Dual Plane”)


Gli interventi di mastoplastica additiva con i metodi tradizionali (retroghiandolare) nelle pazienti magre possono portare ad un seno poco naturale. La mancanza di tessuto adiposo infatti non favorisce la tecnica classica e inoltre risultano visibili i margini della protesi, può verificarsi un dislivello fra la scollatura ossuta e l'area sferica o ancora un fenomeno chiamato “double bubble” in cui si percepisce un doppio profilo a causa del fatto che i volumi del seno nuovo non sono collegati con quelli del seno vecchio.
Una tecnica chirurgica innovativa affermata in USA e Nord Europe è invece il metodo Dual Plane che associa i rispettivi vantaggi della tecnica retroghiandolare con quelli dell'intervento retromuscolare.


Convalescenza mastoplastica additiva


Dopo l'intervento la paziente non accusa disagi e la convalescenza è breve. Nei successivi due giorni dalla mastoplastica additiva vengono rimossi i drenaggi e la medicazione e alla paziente viene fatto indossare un reggiseno sportivo. Già in questa fase si possono apprezzare i risultati dell'intervento: un seno più voluminoso, sodo e in una posizione armoniosa, anche se rimane ancora un po' di normale gonfiore.


Mastoplastica additiva
Tipologia intervento

ANESTESIA GENERALE
Durata intervento

1-2 ORE
Degenza

2 GIORNO
Ritorno al sociale

1-2 SETTIMANE

Risultati mastoplastica additiva


Il seno è più voluminoso e presenta delle forme naturali. Dopo un mese e mezzo circa dall'intervento si possono ammirare i risultati definitivi, più morbidezza, una pelle elastica e dei tessuti completamente modellati secondo le dimensioni della protesi.
I benefici, oltre che fisici ed estetici, sono soprattutto psicologici in quanto la paziente si sente maggiormente valorizzata, sicura e fiduciosa.


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Complicazioni


Uno dei fenomeni che possono verificarsi dopo un intervento di mastoplastica additiva è la contrattura capsulare. Il silicone contenuto nella protesi infatti, pur essendo puro, è percepito come estraneo dall'organismo che lo isola avvolgendo la protesi con una membrana cicatriziale. Questa risposta del corpo in rari casi (dall'1 al 5%) può rivelarsi significativa al punto che la membrana diventa più dura, stringe la protesi facendola diventare una sfera e causa un rassodamento eccessivo del seno.


Le cicatrici


Uno degli aspetti importanti da considerare quando si procede ad un intervento chirurgico è il tipo di cicatrice che ne deriva. La visibilità o meno della cicatrice dipende in misura minima dall'accuratezza del lavoro del chirurgo durante la sutura e in larga parte dal grado di cicatrizzazione della pelle che varia da paziente a paziente. Le pazienti con carnagione chiara presentano una spiccata cicatrizzazione, mentre le carnagioni rosse o scure hanno più probabilità di incorrere in cicatrici ipertrofiche oppure cheloide. In questi casi è quindi fondamentale curare la cicatrice con trattamenti idonei, applicando sulla zona delle lamine di silicone per appiattire l'area oppure effettuando delle microiniezioni al cortisone.


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FAQ - Domande frequenti


A che età ci si può sottoporre all’intervento di mastoplastica additiva?


È consigliabile sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva a pazienti tra i 25 e i 35 anni, che vivono una condizione di disagio e hanno un seno piccolo, oppure pazienti adulte con un seno che risulta svuotato dopo una gravidanza o a seguito di una dieta importante.


Come avviene l’intervento di mastoplastica additiva?


L'intervento chirurgica di mastoplastica additiva viene effettuato in anestesia generale e ha una durata di circa un'ora e mezza.


Che tipo di protesi vengono utilizzate?


La paziente, con il consiglio del chirurgo può scegliere generalmente tra due protesi, protesi a goccia, definite anche anatomiche, oppure protesi semisferiche o rotonde.



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